Come foglie secche al vento

Come foglie secche al vento
corpi, oggi liberi di abbandonare
quei rami senza radici né tempo,
con piedi incerti nel fango
avanzano, teschi incavati di vita
dissipata, tra baracche ed estinti.

Profuma ancora di lutto la neve.
Sedetevi, raminghi, ed ascoltate
quelle ceneri sparse al cielo,
che in pioggia e sangue eterne
nei cuori della memoria sedimentano.

[27 Gennaio 1945 – Liberazione di Oświęcim da parte dell’armata russa]

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2 commenti su “Come foglie secche al vento

  1. ombreflessuose ha detto:

    Scavano e toccano di dolore l’anima, questi magnifici versi.
    Grazie, la memoria di simili orrori, non deve mai abbandonarci per non abbassare mai la guardia
    Baci
    Mistral

    • RiVerso ha detto:

      Non avendo vissuto quei momenti credo sia importante che empatia e memoria vadano di pari passo. Credo nella ciclicità della storia, ma spero davvero che lezioni come queste non si devano più imparare.
      Grazie.

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