Bimba di polvere

Un cielo d’argentea chioma non adombra
il tempo passato e la futura pioggia
tra quei capelli di vento fatuo
che treccia e trama svolazzi di mestizia

Un gatto avvoltato tra l’erba aspra
drizza il pelo e tende il versoio
al rabbuffo baritonale e cavernoso
d’un passo in passo del fortunale

Si flette il ginepro e le sue bacche
rollano in chiostri senza rintocchi
attendendo il mormorio dell’acqua
che gelida muliando li monda

E’ un cielo d’argentea chioma che non perdona
e come ciglio divino si stacca e affonda
nell’humus umido d’una secolare forza
che in un sol schiocco divien polve

Si posa il passato sui mobili antichi
sui ciottoli e sui muri riversi a terra,
si posa il tempo sui silenzi sopiti, sugli sguardi
e sui sorrisi dimenticati nella dispersione

Si spegne questo cielo d’argentea chioma
come sipario chiude i suoi drappi eppur
permangono le luci in quegli occhi che ormai
sono solo memorie d’una bimba di polvere.

[Liberamente ispirata agli eventi di Oklahoma City – 20/05/2013]

Di luce raccolgo questo raggio di sole

Di luce raccolgo questo raggio di sole
insinuato tra pertugi di legno e cielo
che d’irreale silenzio tinge la stanza,
mentre la notte si scioglie in uggia
confidando il vuoto del tuo giaciglio,
e ciglio s’impregna di bruma salata.

Si veste l’alba della nostra separazione
preziosa come l’esistere nell’oltre
d’un profilo che definisce l’orizzonte,
irradia le morbide  labbra baciate
di acquerelli intrisi d’indelebili memorie,
e di te che sei nell’anima come anima
nel cuore come battito e passione.