Immutabile, mormori le tue memorie

Immutabile, mormori le tue memorie
nel respiro che va e che viene dell’onde,
e affondo, come sfumatura di goccia
nel profilo cinereo e azzurro d’orizzonte,
che il tuo ciglio crucciato al velo celeste
congiunge. D’ali di gabbiano dipinge
il raggio di sole che bacia la luna,
là dove rena si sposa al tuo sussurro
e riverbera il cielo, d’azzurro, cangiante
tra frastagliati fiotti, argentei
barbigli di fragorose luminescenze
e bisbigli d’eterno e di ridondanze,
dove terra e acqua s’infrangono, in creste,
che onde e spumiglie in turbinii ritorti
il nostro abbraccio, ai più, nascondono.