In a Time Lapse

S’adagiano le stelle sui tuoi palmi
di luna, iridescenti galassie cullate
dal tempo, mentre flette le fronde
al vento estivo il noce, lasciando
alle foglie il loro stormir all’infinito.

Bagni di luce le tue labbra, eterea
come un profumo d’aurora, sorridendo
in silenzio, e danzano le procellarie
dipingendo a fil d’ali le creste d’un cielo
esitante nel suo bacio purpureo.

Il tuo sguardo mi giunge profondo
come un cosmo lontano, smeraldo
d’un era impalpabile, come un sussurro
in quest’iride screziata di nubi che ci unisce,
e nel suo concavo infinito, ci separa.

Perseo ed Andromeda

Perseo, che di tanto amore hai fatto pianto
in questa notte, in cui Andromeda scaldava
il giaciglio nel quale infinite volte il suo volto
s’è unito al tuo, rimembri ora il vermiglio
riverbero dell’emozione,

e piangi di luce e ne colmi l’aria, poiché
il dono di Atena rese gloria al tuo onore,
ma nel sempiterno rincorrersi del cielo
il cuore separò dal sogno eterno
dei vostri corpi congiunti.

Arida la terra che stilla l’ultima goccia
dall’animo umido d’un pianto di stelle
e nello sconfinato nero di galassie
naufraga il mio pensiero e lo sguardo
mentre quel vuoto siderale colma l’anima
in questo ciclico fluire del tempo.