Il vento si è fatto grigio

Il vento si è fatto grigio
infrangendosi sulle onde degli alberi,
fronde spogliate della loro primavera
dita vibranti, silenziosi pennelli
d’illusorie nostalgie celesti.

Lento l’inverno penetra
tra le fessure del petto,
prodromo della malinconia
d’un vuoto, che in cristalli di ghiaccio
di te gocciola l’essenza
e la pietra scava
e la mia anima segna.

Sono di fiori nati sul selciato
quei petali che fuggono
lottando contro un refolo del tempo,
congiunti… eppure dispersi,
mentre il cuore freme
e negli occhi il dolore vapora.

Ancora, nel ricordo del sole
l’illusione d’un cielo clemente,
la speranza d’un palmo sfiorato,
che nel dondolio delicato
di questo presente antico
il cuore pulsa il tuo nome
ed il ricordo assoluto della tua assenza.

Instar nivis candidi

Di candore col tuo manto rivesti,
neve, questa terra addormentata,
e di ovattate note l’aere intessi
come mano sul cuore adagiata,

mentre ogni ombra al volto celi
e memoria di notte è obliata
d’un raggio lunar che scosti i veli
di tua beltà esotica e ammirata.

Nel candore del tuo manto proteggi
l’inverno, nel sogno fatto cristallo,
l’effige perfetta ed incantata,

d’un pensiero che per primo eleggi,
in un turbinar di fiocchi in ballo,
essenza aurea della mia amata.

Del silenzio l’iconico lamento tacitasti

Del silenzio l’iconico lamento tacitasti,
seguendo il profilo d’iride dell’alba
intuizione d’un riverbero imbianchito
ad affrescar di trame la stanza,
con un bacio, a destar il sonno.

La prima stella tiepida permeava,
del tuo sguardo ridente, l’aere
e nel tepore d’un abbraccio
il paesaggio di latte e ghiaccio
i primi vagiti fanciulli stupiva.

Come un cielo stanco adagiato
ogni cosa leggera la neve mutava,
cancellando ombre, e con esse
la paura, in un dì di festa passato,
ad Arezzo, a te abbracciato.

Con occhi illanguiditi dalle fate
disegni di merli e neri rami
osservammo a musicar essenziali
note d’anima e di poesia,

Noi, che nella ragnatela di nubi
in cui si streccia il sole
e come miraggio arde d’illusione,
del mondo visto da quel balcone
il ricordo facemmo Luce.