Dove i Poeti sussurrano

Quel viale di terra e sassi, di fianco al muretto
muschiato e vecchio, dove cammino,
d’edera si ricopre fin sul confinante tetto
ch’un fil di fumo lascia danzar dal camino.

E la pioggia leggera di vita, rinfrescante e soave
non adombra il pensiero, ne ingrigisce,
ma, anzi, illumina il viso umido, e stupisce
rammentando il gorgoglio lontano del mare.

Si sciolgono le parole, nel volo di libellule
sul pelo libero dell’acqua, dove il cielo sfiora
la spuma, che del greto d’un ruscello fiume
incornicia quel barlume che la luce colora.

Ricolmo, in quest’oasi estiva di pace
dove i Poeti sussurrano, nella mano raccolgo
quel soffio di silenzio, quel pensiero che tace,
e d’un manto d’immenso m’avvolgo.

Termina quel viale, irto di passi e foglie
sfumate e leggere che il fiato toglie,
e, rivolgendomi, guarderò il tempo nell’orma,
quell’infinito passato di vertigine che il cuore colma.

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Dicono che gettano fiori

Dicono che gettano fiori
dalle croci del cielo
ma sembra  un pianto di spine,
petali rossi d’una rosa appassita.

Dicono che gettano dei fiori
ma hanno corolle di fiamma
e steli di schegge
e il loro profumo è di brace.

Per loro son fiori di pace, di giustizia,
eppur  non hanno coscienza,
e quei rumori in sottofondo
sono rombi di tamburi, canti di gioia…

Sarà ancora un fanciullo, inconsapevole
della sua storia, della sua pelle, della Storia
a raccogliere quei fiori, guardandoli cadere
allargando le braccia e chiudendo gli occhi.

costa-rica-fiori

Di quale emozioni ti vesti, Estate?

Di quale emozioni ti vesti, Estate?
Che le tue lacrime invadono le strade
ed i passi si confondono nella rena
e profuma l’erba, sudata di cielo

di quei sorrisi oggi velati e grigi,
mentre lottano le rondini
e i pigolano i pulcini nei nidi,
di quali emozioni ti vesti

madre desnuda de flores?
Di colori ocra e spighe penitenti,
che il sole flette i suoi raggi
e i sorrisi, tra mani congiunte

in preghiere di mendicanti
rami, vestiti d’accaldate memorie.
Tu, che governi questo ceruleo tutto,
raccogli le tue vesti e passeggia

tra un ciottolo e l’altro,  ruscello
di spume e girandole, senza bagnarti
con il battito leggero delle farfalle
ad accompagnar il tuo frutto prezioso

la vita.

Ridente, illumina il tuo sguardo

Ridente, illuminano il tuo sguardo
i nostri vissuti condivisi, i sorrisi
e quelle avventure che ricordo
tra nostalgie di mancati paradisi…

su quelle sponde d’un lago beffardo,
in una vita di studi, di fiori recisi,
di qualche conviviale bagordo,
tra battute, parole e sguardi svisi.

Così sei, nell’anima mia presente
delicato profumo d’immaginazione
creatura di propria luce irradiata

che nel fragile cuor, preziosamente,
stringo, in quell’istante d’illusione
di chi brama d’un desio la desiderata.

Dialogo con te, assente, come un vecchio

Dialogo con te, assente, come un vecchio
al parco su d’una panchina, mentre i piccioni
s’arruffano per delle briciole di pane,
ed un pallone rotola tra le grida dei bimbi,
così ti narro dei miei pensieri, di quei giorni
trascorsi a rincorrersi, giovani come il vento
che tra i capelli spandeva ovunque il tuo profumo.

Il sole mi scalda ancora, come allora,
sulla pelle disegnata dal tempo, mentre i rami
dondolandosi cullati dal fruscio delle foglie
intrecciano le proprie ombre con i pensieri,
e quei quadri di vita trascorsa, indelebili
di colori, colmano i nostri ricordi, per mano.

Senza più gli occhiali osservo il cielo,
esitazione d’una vertigine sfocata
in cui l’aria cerco, ancora la tua aria,
e l’ebrezza d’un sorriso distante mai deposto.
In questo giorno di malinconico desiderio
dialogo con le ombre, di te e di noi,
cercando nel tuo sguardo un fugace,
come volo di colombe, imponderabile sospiro.