L’eternità non muta né si turba

L’eternità non muta né si turba
anche se un sole gemello si spegne
ed una stella scompare.
L’eternità non si distrae né favella
quando un corda si spezza
e nella sinfonia una nota stona.
E tu che sei un fruscio d’un soffio
nell’eternità cosmica e siderale
mai troverai un’onda di ricordo,
poiché il cielo t’ignora.
Sarà forse perché io sono mortale,
che il vuoto della tua assenza
risucchia ogni mattina l’essenza
e la voglia di sentirti straziar l’anima,
snervare i nervi, e stremar la pazienza…
Non temere dell’eternità, quindi,
del suo saccente trascorrere non ti curar,
poiché dimori nel luogo sicuro dell’anima
di chi in vita hai sfiorato,
e della tua luce, immutata, risplende.

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Riverso in questo arco di luna

Riverso in questo arco di luna,
che da un cielo di stelle e fuliggine
mi sorride come si fosse invaghita
del mio sguardo sincero e fanciullo,
questo pensiero ancora non nato
che l’occhio dipinge e l’aria profuma
proiettando ogni vita in una vertigine
in cui la mano le tendo e Luna impaurita
dal cielo al cuore rifugge, ove la cullo
sussurrandole d’un amor solo sognato:

“Mia Luna che di luce mi rendi amante,
e con il riflesso del sole mi baci
mentre le ombre in anime muti,
per te l’essenza si tinge diamante
ed il cuor vibra tra fuochi vivaci
nel ricordo dei tuoi sorrisi mai avuti.”

Così Luna, lasciando il mio abbraccio,
luminosa come il giorno senza manto,
nel suo siderale sguardo mai mutato,
accoglie in se ogni parola che taccio,
e nel suo migrar ispira pur senza vanto
ogni poeta che d’emozione è assetato.

Echi di una storia

La parola che fende l’aria si flette
narrando la mia storia al vento
e mi disperde, come la danza le foglie.

Luce che filtra dall’onda spumosa
in baluginii di gocce e di sale
il tuo profilo illumina del ciglio di rena.

Come un respiro dopo l’apnea
con bramosia disseto l’anima
della nostra essenza, eco di memoria.

Del tempo dimentica il passaggio

Profuma di lavanda l’istante d’esistenza
in cui rami di faggio la radura
la sovrana Natura munifica di vita
intrecciandosi vanno ad incoronar.

In questa malia di pensieri passeggio,
cercando i tuoi occhi tra le foglie del bosco,
lì dove giochi di luce e raggi di sole
ombre eteree tracciano profili
di Ninfe premurose e affascinanti Nereidi.

E mentre un respiro si lega all’altro,
un frammento di scintilla il mio passo rallenta,
e dal folto delle chiome dondola
un cristallino baluginio di sospensioni,
mentre la terra mormora una nenia delicata:

“Attendi, e del tempo dimentica il passaggio,
in una bolla leggera che traslucida riverbera
dell’orizzonte il capovolto profilo,
la tua immagine evanescente
come ballerina all’aria muove”
ed è un pensiero. Il ricordo
a generar quel vento leggero
vibra sulla delicata pelle iridescente
destinata come alito di vita a svanir
in un pianto profumato d’assenza…
ad inumidir la terra e risvegliar
un nuovo germoglio d’essenza.