Così m’incanto, come quando t’incrocio

Ricordo le saline Maltesi riflettere il sole,
mentre d’un antico canto le onde
intonavano le note, e nei tuoi sorrisi
un controcanto d’eterno albeggiava…

Odoro, controvento, quest’aria leggera,
seduto su un muricciolo sconnesso di pietre
dove qualche insetto pavido si nasconde,
tra una polvere sottile come una cipria
e germogli assetati di luce.

Così m’incanto, come quando t’incrocio
e nel tuo sguardo, se me lo permetti, mi perdo.

Dai tuoi silenzi galassie siderali

Dai tuoi silenzi galassie siderali
come creta modello negli occhi,
ed i capelli sono rami, raccordi
di ombre e profumi che legano
come una trama leggera di seta
ogni stella in una costellazione,
e questa vertigine sospesa, effusione
elettiva d’un’atavica emozione,
è l’oceano abissale che tracima
nell’attimo in cui mentre ti guardo
i miei occhi si tuffano nei tuoi.

Il vento traccia i suoi passi tra le fronde

Il vento traccia i suoi passi tra le fronde,
divendo foglia da foglia, silenzio da suono,
narrando con il suo incedere furente
del padre lampo e del suo figlio tuono,
a muover le nubi, sferzarle come onde
sopra l’ardita follia d’umana gente
in questa tempesta che geme e che piange,
le un contro le altre, strette a falange
a mutar le stelle in fagor di frastuono!

E del firmamento questo vento è voce,
ritorno di una malinconia profonda,
che come lacrima dopo lacrima in pioggia
sulla nuda terra battente trasforma
singulti d’acqua in ruscelli tra rocce,
che s’allargano a scolpir come una forgia
rami d’argento, una copia di fronda
in cui foglia da foglia il vento distacca,
terra bagnata da un pianto latente
macchiato come foglio d’un’ombra di china
silenzio screziato che mi colma la mente
e sussurra al verso con una voce bambina:

“Oh Vento che parli al tempo ed alla vita,
tra i suoi capelli sfuma un cielo rapito,
sciogli la pioggia come rugiada tra dita,
e percola in quel cuore l’Amore infinito”

Dal volto incontaminato dal sole

Dal volto incontaminato dal sole il tuo sorriso
come un torrente sotto un manto di stelle,
nel pensiero è l’indelebile ricordo
di cui respiro e vivo, mentre il tempo
rintocca in una campana lontana
il suo passaggio, ed è nostalgia
quella che ora mi disseta l’anima.

Del tuo volto incontaminato dalla luna,
il tuo sorriso ammantato di stelle,
rifulge d’un’alba accennata, d’aurora,
nell’iride del pensiero certezza indelebile
diviene, mentre i sogni sfumano nella foschia
di viali alberati, dedaliche strade in cui
dei nostri sorrisi solamente il tuo
è quello che illumina i miei passi.