Di vacuità e leggerezza il pensiero imbevo

In punta di piedi l’iride si solleva osservando,
del giaciglio di stelle, il distendersi tra i rami
come ad abbracciar le fronde e farsi culla:
così nel mio esistere mi fingo e perdo.
Di vacuità e leggerezza il pensiero imbevo,
poiché la mia vita sia come un’ombra
tra il flebile sussurro d’amore e l’indaco colore
che l’anima veste mentre nel tramonto vaga.
Evanescente come aria, trasparente come nota
è il sogno del Nulla stanotte a farmi danzare,
dove il silenzio diviene un’ininterrotta nenia
in cui solo il tuo esistere immensamente mi colma.

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11 commenti su “Di vacuità e leggerezza il pensiero imbevo

  1. lilasmile ha detto:

    E’ l’Amore che fa esistere questi sentimenti e fa scrivere queste parole.
    Meraviglia…un sorriso, Lila

  2. massimobotturi ha detto:

    e tu sempre elegantissimo

    complimenti

    • RiVerso ha detto:

      Ti ringrazio molto Massimo. L’eleganza nella poesia ha per me una grande importanza, e questo complimento è davvero graditissimo ed emozionante. Un saluto, RiV.

  3. Italo Bonassi ha detto:

    Molto poetiche le immagini

  4. Italo Bonassi ha detto:

    mi sono riletto oggi “di vacuità e vaghezza”, gustandomi quel’iride che si solleva in punta di piedi. A volte basta un’espressione particolarmente originale e azzeccata a far bella una poesia

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