Sale la marea ammantando la rena

Sale la marea ammantando la rena
mutando il profilo del ciglio di pianto
che fugge e ritorna, si frange in flutto,
spumiglia brillando come un arrochito canto.

Sale questa marea, ritmando il suo passo
come un battito d’ali, un pulsare di cuore,
un incessante esercito che muove e prega
sotto la l’egida guida d’un folle conquistatore.

Muta, la marea, questo silenzioso orizzonte
da malfermo profilo d’azzurro a oltremare,
nitido cammino dove l’esoterica virtù del cielo
si fonde e s’abbraccia all’ultimo raggio di sole.

È questa marea, questo mare che avanza,
a trasformare in onde ogni mio pensiero,
la pace di una spiaggia racchiusa in questa stanza
è faro dell’anima persa in questo dedalico sentiero.

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