Quest’azzurra radura di rondini è culla

Quest’azzurra radura di rondini è culla
per dondolanti sfumature di pioggia
che sospese a trecce di luce scherniscono,
nel ceruleo arco di ciglio, il mio pensiero:
fiori che sbocciano nello sguardo
e poi svaniscono, giochi di ombre
frasi di vento, refolo d’un ricordo
ingannato, di noi due nell´arsura del prato
e di un bacio d’ambra tra spighe recise;
disincanto di una danza sospesa,
mentre, di sole, una vertigine scalda
quel passo polveroso della quiete che si adagia
in un’ora fugace d’umana esistenza.

Capita, a volte, che sia una folata di vento

Capita, a volte, che sia una folata di vento
a scapigliarti i capelli, a distrarti l’anima,
mentre passeggi per strada, mentre osservi
quel cielo tramato di nubi, è come un sussurro
quello zefiro che si muove dagli occhi di una donna
che ti viene incontro, distratta, e ti guarda.

Capita che un sorriso dilani ricordi nel cuore,
e quel passo sicuro si fermi, attenda
come dopo un lampo improvviso il tuono,
il rombo sordo, feroce, che sottopelle
tatua il brivido selvaggio e libero
d’un bacio desiderato, d’un sorso di pioggia
dopo l’arsura vetrosa del tempo.

Lontana, dolcemente sospesa, sembri

Lontana, dolcemente sospesa, sembri
aria vestita di nebbia, nell’immaginario
ricamo del tempo sei sposa d’ogni orizzonte,
d’un profilo che congiunge ombra e luce,
del sorriso che dipinge un volo di rondine.

Lontana, come effusione nel pensiero
sotto questo cielo rame e ocra
il tuo passo verso il mio vedo, sospiro
mentre nel cuore vibra la paura
d’un palpitar d’emozione, d’un ricamo
che intesse iniziali di noi, d’eterno.

Sulle mie mani e sulla mia pelle
permei nel mio universo come vita,
nel mio destino e nel mio presente
lontana come orizzonte, vicina come aria.