Chi sei tu che togli le ore di sonno

Chi sei tu che togli le ore di sonno,
che t’appropri ogni pensiero
che con un sorriso mi denudi l’anima,
e con la tua assenza mi privi del respiro?

Tu non sei la donna che si piega,
non sei l’immagine dell’apparenza,
né l’anima dell’inganno
tu non sei il corpo della seduzione
nell’inconsistenza.

Chi sei, dunque, tu che mi privi d’ogni esistenza?

Sei ogni sole che brilla,
la pioggia, il verde della foglia,
la calda carezza che la colora,

Tu sei colei che del mio universo
traccia ogni trama.

[Ndr: forse questa poesia appartine, per stile e “temi”, ad un periodo ormai lontano, nonostante sia stata scritta ieri… non mi spiego, né mi chiedo, del perché di questo ritorno a strutture così semplici, ma oggi, nella sua semplicità questa nostalgia un pò mi piace]

Distante, nell´attimo in cui ti sfioro

Distante, nell´attimo in cui ti sfioro
ti disperdi tra le mani, mio cielo.
Lo sguardo diviene solo un bagliore notturno,
il riflesso d´un riflesso di sole, è Luna,
e ogni sussurro è un sussulto del cuore,
il silenzio prima del sorgere d´un sospiro,
la luce che effonde e nelle ombre trova la sua esistenza.
Notturno, m´attende il tuo abbraccio,
in questa caotica radura di tempo: immota,
in cui ogni respiro che vivo
è un avvicinarmi a te, mio cielo distante.