Spazia in questo profilo d’orizzone il tuo sguardo

Spazia in questo profilo d’orizzonte il tuo
sguardo, ampio e dissolto come uno stormo
che divelto fugge dal colpo di fucile,
e nello zirlare inquieto e nebuloso
il mio cuore sussulta, trepidante tumulto
d’una quiete interrotta dal fragore,
di un mare che muove e ritorna
seguendo del vento l’indefinito alito.

A noi ripenso, in questo profilo cremisi
prodromo del silenzio del capirsi,
del tenersi senza sfiorarsi,
appartenersi nell’assenza, nell’intesa
d’un cielo che ci avvolge e sovrasta.

Spazia in questo profilo d’orizzonte il mio
pensiero, lattiginoso come una nuvola ampia
come una nebbia che cela del terreno
i timidi fili d’erba, ma non fa tacere
l’urlo dei rami nudi, dei tronchi ritorti,
e a me e a te ripenso, in questo volto
che scorgo nel profilo intenso d’un tramonto,
nel ritorno dell’onda sulla battigia,
in un volo che sfrangia l’animo,
contro un tempo che si finge palindromo
ma menzognero.

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È un frammento d’anima questo cielo

È un frammento d’anima questo cielo,
screziato e mutevole come l’emozione
rammenta il passaggio del tempo
sfumando nell’oblio d’una notte
e d’un giorno congiunti ad anello.

Gira vorticosamente attorno al cuore
quest’incavo azzurro striato d’echi nevosi,
di pianure desertiche, d’infiniti circoscritti allo sguardo.

Così nel riverbero di ruscello,
tra le fronde d’un platano guerriero all’autunno,
tu in me sbocci, rosa di memoria mai sopita,
poiché è nelle piccole cose ove ti riconosco
e nell’universo infinito che ti vivo.

In questa vertigine che il tutto racchiude
il mio pensiero si perde, dissolve tutto intorno,
effusione di cosmo che accende le stelle,
scintilla che esplode nel giorno.