Sei come quest’autunno, di foglie a manto

Sei come quest’autunno, di foglie a manto
che ricoprono la terra, la mutano
e dal volo d’una gazza nascondono il riverbero
di ciò  che celi, d’un tesoro ormai perso.
Il tuo è l’odore dell’erba bagnata,
delle foglie decomposte, dell’humus e del silenzio,
e mentre t’aggiri in queste lande assuefatte
il tuo sguardo è gelido all’inverno, impietoso
alle disfatte piante arrese al tuo passaggio,
agli animali immobili, piegati al tuo destino.

Sei come un nemico d’ombra,
un ladro scaltro, un condannato senza ricordi,
e di tanto in tanto ritorni, con nuovi volti
a derubarmi l’anima, a svuotarmi il cuore
e dell’innocenza a farmi perdere memoria.
Così come questo autunno sei tornata,
tra un refolo di vento, una goccia di pioggia scarlatta,
un sussurro e un addio. Sei tornata a me,
mai chiamata: morte.

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