È una crisalide, la Luna, stanotte

È una crisalide, la Luna, stanotte,
un’ala di luce ripiegata a culla
che cela il volto acerbo e delicato
d’un sogno accennato nel firmamento:
la metamorfosi d’uno sguardo
in un sussurro di vento malinconico,
il trasporsi di argentee nuvole all’orizzonte
mentre la terra d’oltre nero si veste
per far risplendere ancor più l’astro,
nella solitudine
condivisa, d’un cielo incendiato di stelle.

In questo silenzio che veste il cuore,
muta questa Luna il suo sorriso
e nella mente il tuo rammenta,
lontano e disciolto come prima neve,
in un freddo che non punge né brucia
ma che pian piano si fa cosmo
nell’animo… e gela.
Così, con occhi di brina, l’aurora allunga
le ombre che fuggono alla notte,
passi silenziosi di cime e stelle rifratte
in mille scintillii di ghiacciata rugiada,
e il mio pensiero ancora fisso
a quella pupa di luna, al suo mutare,
attende il dischiudersi del tuo ritorno.

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