Di questo inatteso fortunale estivo

Di questo inatteso fortunale estivo
che tuona, trema e scroscia sui vetri
solo il riflesso d’un’eco d’erba bagnata
resterà domattina tra i primi raggi d’alba,
e sorriderà la corolla, mentre gli stormi,
in arabeschi monocromi, disfioreranno in cielo.

In questo beffardo fortunale estivo
vibra il cuore al bagliore dell’inatteso,
mentre con il tuo vestito di fiori rincorri
quell’orizzonte di piombo che ci sovrasta,
alla ricerca d’un ciglio di luce che dischiuda
sul verde dell’erba e sulle cime lontane
il tuo sguardo, orbita di una nuova serenità.

Non sarà quest’ultimo fortunale estivo
a mutare il corso delle stagioni,
né i petali disegnati sulle tue trame
sfioriranno se privati dell’amore,
ma se anche mai ti giungeranno le mie parole
sarò lì ad asciugare quella pioggia
che dai tuoi occhi m’inonda il cuore.

Si dismemorano passati silenzi

Si dismemorano passati silenzi,
deposti in trascorse stagioni
che tra la brulla fuliggine di fuochi
corpi abbracciati disfiora.

Di questo anelito d’onda
che un’arcigna rena scura
come vezzo assorbe e poi rilascia
è l’eco antico del mare
che nell’abisso divelto sprofonda,
si perde, tra fantasmi di sospiri
mentre gli schiamazzi d’una pernice
vele di luce allargano all’alba.

In questo gioco di risvegli
rinasce il battito del tempo,
smarrendo la vertigine del vuoto
colmando di frantumi quei silenzi.

Si rovescia ancora il frangente
d’un ritorto ricciolo d’onda,
mentre ad un dito s’attorciglia
una boccola di china, come filo che ci lega.