Non posso invertire il palpito d’un cuore

Vorrei fermare quest’attimo,
prenderlo e piantarlo nel cuore, lasciarlo
crescere fin quando le sue radici
in una ragna di trame racchiudano l’anima.

Vorrei fermare quest’istante
e precipitare nell’abisso del suo esistere
affinché il tempo possa cullare
quel rigagnolo che tra calciti e rocce
scalpita e freme, poi muore.

Eppur se m’illudo d’essere
quel sole che impazzisce i girasoli
o quella brezza che sorregge
il volo delle farfalle,
capitolo al mio essere inane
in un mondo giusti aguzzi e taglienti,

e se pur non posso fermare l’attimo,
seppur non posso invertire il palpito d’un cuore,
m’arrendo al tuo sguardo,
all’unico che può: Amore.

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E’ un viale che curva nel bosco

E’ un viale che curva nel bosco
verso un ignoto che ha sapore di ciliegia
il tuo sorriso raccolto nell’anima.

E’ un cielo estivo che pizzica la pelle
solleticando un pianto grato
quel tuo sguardo cullato nel cuore.

E’ un prato che ondeggia al vento
mentre parole tra i ciottoli scrosciano
il tuo volto che sfiora il mio.

E’ questo turbinante universo che colma
a trovarci baricentro del suo esistere
e del nostro, d’un palmo a palmo
che oltre ogni inverno trova la primavera.

Al secondo rintocco della campana

Al secondo rintocco della campana
il cielo s’aprì alle prime stelle
e quella pioggia di sale smise come fortunale estivo,
vaporando sulle nostre anime adagiate e stanche.

Al terzo rintocco della campana
i nostri occhi negli occhi scovarono
tutto il tempo di questo mondo,
mentre il recto di pergamena s’impregnava di nuova china.

Al quarto rintocco della campana
la notte s’accorse di noi, e ci avvolse,
l’oblio del pensiero giunse
e ci osservò da lontano tenerci per mano.

A volte l’universo s’arrende

A volte l’universo s’arrende.
Così capita che il sole non sorga,
perduri un’inusuale notte e avvolga,
come un mantello che adorna, l’anima,
mentre ogni ombra diviene una storia
che fa paura.
E capita che il cielo dietro  un’ampia nube
si finga sereno.

A volte l’amore s’arrende.
Così capita che un cuore non palpiti,
e perduri un’inusuale stasi che avvolge
ogni spiraglio di respiro, e spoglia
la vita, foglia a foglia, d’ogni speranza
ed è paura.
E capita che il dolore dietro un velato sorriso
si finga la gioia.

A volte la vita s’arrende.
Ma capita che nel sereno di uno sguardo
o nella gioia di trame castane
perduri un’inusuale voglia di andare avanti,
palmo a palmo, camminando
senza paura.
E capita ancora che l’universo e l’amore
scoprano il loro inganno.