A volte l’universo s’arrende

A volte l’universo s’arrende.
Così capita che il sole non sorga,
perduri un’inusuale notte e avvolga,
come un mantello che adorna, l’anima,
mentre ogni ombra diviene una storia
che fa paura.
E capita che il cielo dietro  un’ampia nube
si finga sereno.

A volte l’amore s’arrende.
Così capita che un cuore non palpiti,
e perduri un’inusuale stasi che avvolge
ogni spiraglio di respiro, e spoglia
la vita, foglia a foglia, d’ogni speranza
ed è paura.
E capita che il dolore dietro un velato sorriso
si finga la gioia.

A volte la vita s’arrende.
Ma capita che nel sereno di uno sguardo
o nella gioia di trame castane
perduri un’inusuale voglia di andare avanti,
palmo a palmo, camminando
senza paura.
E capita ancora che l’universo e l’amore
scoprano il loro inganno.

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Mai prima ho scritto di questa pioggia

Mai prima ho scritto di una pioggia
mentre ancora mi bagna,
e imbratta il foglio e sbianca la china,
dondola e s’infiamma sul viso
picchiettando come a volerlo destare
senza rinunciare
senza potersi stancare.

Mai prima d’ora ho scritto di questa pioggia
che nei capelli si attorciglia
e scioglie via la gioia
dai pensieri ardenti
i cui spenti fili di solitudine
leggeri come aliti di passato
a questo cielo colmo tornano.

Mai più di questa pioggia scriverò,
poiché il groviglio di spine
che il cuore mi strozza
da essa mi ripara e protegge,
mentre in quella culla
dolorosa ma asciutta
ciò che di me resta riposa,
respira, appassisce.