Non indugiare sulle mie mani

Non indugiare sulle mie mani,
rotte dal tempo e dal mio essere fragile,
ma attraversale per giungere dritta all’anima,
come un vento che frana dal cielo
e in ciottoli di tempo si deposita.

Non fermare questi miei passi,
che sono pensieri sommessi ma fieri,
ma lascia che segnino la rena umida
sulle bordure del tuo spirito,
ove alba e tramonto spumeggiano danzando.

Non chiedermi ancora parole
poiché il suono della mia voce è muto,
ma ascolta ciò che mormora il cuore,
in quel palpito instancabile
che mi dà vita, ti dona Amore.

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A volte l’universo s’arrende

A volte l’universo s’arrende.
Così capita che il sole non sorga,
perduri un’inusuale notte e avvolga,
come un mantello che adorna, l’anima,
mentre ogni ombra diviene una storia
che fa paura.
E capita che il cielo dietro  un’ampia nube
si finga sereno.

A volte l’amore s’arrende.
Così capita che un cuore non palpiti,
e perduri un’inusuale stasi che avvolge
ogni spiraglio di respiro, e spoglia
la vita, foglia a foglia, d’ogni speranza
ed è paura.
E capita che il dolore dietro un velato sorriso
si finga la gioia.

A volte la vita s’arrende.
Ma capita che nel sereno di uno sguardo
o nella gioia di trame castane
perduri un’inusuale voglia di andare avanti,
palmo a palmo, camminando
senza paura.
E capita ancora che l’universo e l’amore
scoprano il loro inganno.

Si dissolve come nebbia alla brezza

E’ un cigolio a destarci dal sogno
d’un frammento dondolante nel tempo.
In questo abbraccio di mani, dove
ogni confine è svanito e siamo uno
si dissolve come nebbia alla brezza
in mio palmo nel tuo, effonde
che più non sento dove l’anima
mia finisce e dove inizia la tua.

In questa marea che ci culla
svaniscono le impronte del passato
e alla mia condanna l’anima preparo
affinché della tua gioia sia saldato il riscatto.