A volte l’universo s’arrende

A volte l’universo s’arrende.
Così capita che il sole non sorga,
perduri un’inusuale notte e avvolga,
come un mantello che adorna, l’anima,
mentre ogni ombra diviene una storia
che fa paura.
E capita che il cielo dietro  un’ampia nube
si finga sereno.

A volte l’amore s’arrende.
Così capita che un cuore non palpiti,
e perduri un’inusuale stasi che avvolge
ogni spiraglio di respiro, e spoglia
la vita, foglia a foglia, d’ogni speranza
ed è paura.
E capita che il dolore dietro un velato sorriso
si finga la gioia.

A volte la vita s’arrende.
Ma capita che nel sereno di uno sguardo
o nella gioia di trame castane
perduri un’inusuale voglia di andare avanti,
palmo a palmo, camminando
senza paura.
E capita ancora che l’universo e l’amore
scoprano il loro inganno.

Si dissolve come nebbia alla brezza

E’ un cigolio a destarci dal sogno
d’un frammento dondolante nel tempo.
In questo abbraccio di mani, dove
ogni confine è svanito e siamo uno
si dissolve come nebbia alla brezza
in mio palmo nel tuo, effonde
che più non sento dove l’anima
mia finisce e dove inizia la tua.

In questa marea che ci culla
svaniscono le impronte del passato
e alla mia condanna l’anima preparo
affinché della tua gioia sia saldato il riscatto.

È un frammento d’anima questo cielo

È un frammento d’anima questo cielo,
screziato e mutevole come l’emozione
rammenta il passaggio del tempo
sfumando nell’oblio d’una notte
e d’un giorno congiunti ad anello.

Gira vorticosamente attorno al cuore
quest’incavo azzurro striato d’echi nevosi,
di pianure desertiche, d’infiniti circoscritti allo sguardo.

Così nel riverbero di ruscello,
tra le fronde d’un platano guerriero all’autunno,
tu in me sbocci, rosa di memoria mai sopita,
poiché è nelle piccole cose ove ti riconosco
e nell’universo infinito che ti vivo.

In questa vertigine che il tutto racchiude
il mio pensiero si perde, dissolve tutto intorno,
effusione di cosmo che accende le stelle,
scintilla che esplode nel giorno.

Delle singolarità hai fatto materia di consuetudine

Delle singolarità hai fatto materia
di consuetudine, un cosmo creato
da stelle iridescenti, di fiocchi di neve
sparsi in una scura tela siderale.
Tra i miei passi i tuoi s’intrecciano
come danza musicata da petali
screziati, nella distanza tremuli
miraggi di mari colorati.
Della vita, improvvisa, hai acceso
l’artificio folle d’un impazzito
desiderio d’essere la mia gravità.
E questo moto del mondo
fragile ed inatteso arresta.