Senti la mia nella tua mano

Cosa sarò domani? Passeggiando
tra filari di nodosi addii,
quando non saprò chi sei, come ti amerò?

Chi sarai domani, quando il cielo
al di qua e al di là dei mari
pioverà l’azzurro sulle tue mani?

Si nasconde l’ombra in me sospesa
tra sipari d’iridescenti albe
che distanti orizzonti hanno creato,
e i tuoi passi in un sussurro d’onda
pian piano vaporeranno ed io li seguirò.

Distogli lo sguardo da un futuro incerto
lontano, senti della tua vita il bocciolo.
Cogli dell’attimo il sapore di prati,
desta quel lembo di sole assopito,
e nei vorticosi girasoli trafuga il sorriso.

Chiudi gli occhi e respira piano,
d’ogni domani solo l’oggi vivremo
l’uno nel tempo dell’altra.
Senti la mia nella tua mano.

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T’incontrai, tra le pagine di un verso

T’incontrai, tra le pagine di un verso,
seduta che fissavi un sole freddoloso,
distante come un cielo invernale
eppur sincera, come una cristallina
goccia di rugiada, mattutina crisalide
d’un acerbo istante mai passato.

Così oltre il tangibile, oltre lo sguardo
m’attardo ancora a cercarti tra le parole,
quelle taciute e mai dette, d’un cielo
concavo su cui i miei passi, incerti,
come un fremito d’ala di farfalla,
i tuoi ripercorrono, ricercandoti ancora.

M’incontrasti, nelle righe malcelate
d’un lampo d’oltre tempo, di silenzio,
in cui seduto a fissare la terra, coglievo
della tua presenza l’effluvio nell’aria,
e già t’Amavo, oltre quelle parole,
là dove i silenzi d’ombre e luce

nella mia anima infiammata
bruciavano di cenere e d’eterno.