Autunno che di crepitanti passi

Autunno che di crepitanti passi
il selciato ricopri, d’una lontana
primavera sei il crepuscolo.
Nei tuoi colori esplosi all’iride,
nei tuoi pianti gutturali e profondi,
di tutte le stagioni sei colei che più regala
e al mio pensiero meno chiede.

Le cime degli alberi divengono vischiose chiome
che della vecchiaia han visto una stagione di troppo,
così tra i miei capelli mi vesto di te, con un sorriso.

Ed in questo oro e questo sangue
che tra terra e cielo si versa,
m’innamoro della tua ricchezza,
tu che mi costringi a guardare il cielo,
e spero che gli occhi che han conosciuto
la mia primavera, vissuto la mia estate,
sappiano amare anche il mio Autunno.

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Senti la mia nella tua mano

Cosa sarò domani? Passeggiando
tra filari di nodosi addii,
quando non saprò chi sei, come ti amerò?

Chi sarai domani, quando il cielo
al di qua e al di là dei mari
pioverà l’azzurro sulle tue mani?

Si nasconde l’ombra in me sospesa
tra sipari d’iridescenti albe
che distanti orizzonti hanno creato,
e i tuoi passi in un sussurro d’onda
pian piano vaporeranno ed io li seguirò.

Distogli lo sguardo da un futuro incerto
lontano, senti della tua vita il bocciolo.
Cogli dell’attimo il sapore di prati,
desta quel lembo di sole assopito,
e nei vorticosi girasoli trafuga il sorriso.

Chiudi gli occhi e respira piano,
d’ogni domani solo l’oggi vivremo
l’uno nel tempo dell’altra.
Senti la mia nella tua mano.

La pioggia, del pensiero bagna le ali

La pioggia, del pensiero bagna le ali
in questa nebbia che cola dalle ciglia
e il sorriso del sole al cuore cela.

Non recidere della memoria i rami
che ogni foglia s’abbandona all’aria
e si dimentica, svanisce nella zolla,
poi ritorna in un ballo lontano.
Non far di quest’ultima danza
l’ultima ombra nella mia vita.

Se del tuo volto queste fronde nude fingeranno il profilo
vivrai in me, oltre ogni memoria, nel mio esistere sul filo.

Quando sarà domani, più non sarò

Quando sarà domani più non sarò
e più non sarai ciò che questo
cielo agreste e lontano rimembra,
l’ombra del mandorlo cederà al tempo
le trame fitte di foglie in rami,
il sorriso dei bimbi imiterà la pioggia
e bagnerà di luce le nostre mani.

Quando sarà: più non sarò, più non sarai
ciò che questo istante cristallizza,
poiché di noi solo le spoglie d’una crisalide
ricorderanno i nostri passi nella sabbia.

Di ciò che sarò, ciò che sarai, saremo ancora domani.