Non posso invertire il palpito d’un cuore

Vorrei fermare quest’attimo,
prenderlo e piantarlo nel cuore, lasciarlo
crescere fin quando le sue radici
in una ragna di trame racchiudano l’anima.

Vorrei fermare quest’istante
e precipitare nell’abisso del suo esistere
affinché il tempo possa cullare
quel rigagnolo che tra calciti e rocce
scalpita e freme, poi muore.

Eppur se m’illudo d’essere
quel sole che impazzisce i girasoli
o quella brezza che sorregge
il volo delle farfalle,
capitolo al mio essere inane
in un mondo giusti aguzzi e taglienti,

e se pur non posso fermare l’attimo,
seppur non posso invertire il palpito d’un cuore,
m’arrendo al tuo sguardo,
all’unico che può: Amore.

A volte l’universo s’arrende

A volte l’universo s’arrende.
Così capita che il sole non sorga,
perduri un’inusuale notte e avvolga,
come un mantello che adorna, l’anima,
mentre ogni ombra diviene una storia
che fa paura.
E capita che il cielo dietro  un’ampia nube
si finga sereno.

A volte l’amore s’arrende.
Così capita che un cuore non palpiti,
e perduri un’inusuale stasi che avvolge
ogni spiraglio di respiro, e spoglia
la vita, foglia a foglia, d’ogni speranza
ed è paura.
E capita che il dolore dietro un velato sorriso
si finga la gioia.

A volte la vita s’arrende.
Ma capita che nel sereno di uno sguardo
o nella gioia di trame castane
perduri un’inusuale voglia di andare avanti,
palmo a palmo, camminando
senza paura.
E capita ancora che l’universo e l’amore
scoprano il loro inganno.

Sui miei incerti passi i tuoi

Sui miei incerti passi i tuoi
dondolanti e colmi, rena umida
che si commuove all’onda
ma poi s’asciuga, altera e fiera,
come il tuo sguardo nel rubicondo sole.

Tiepido il crepuscolo dischiara
questo silenzio che ci unisce
questa distanza che ci separa,
eppure non v’è raggio che ferisce
come l’assenza dell’anima
che, nel mio passo incerto,
il tuo, ancora una volta, colma.

Quando del nostro cammino
raggiungermo la liscia pianura
il nostro sguardo indugerà
verso la cima lontana e appassita
per poi perdersi in quell’orizzonte
futuro chiamato Amore.

La pioggia, del pensiero bagna le ali

La pioggia, del pensiero bagna le ali
in questa nebbia che cola dalle ciglia
e il sorriso del sole al cuore cela.

Non recidere della memoria i rami
che ogni foglia s’abbandona all’aria
e si dimentica, svanisce nella zolla,
poi ritorna in un ballo lontano.
Non far di quest’ultima danza
l’ultima ombra nella mia vita.

Se del tuo volto queste fronde nude fingeranno il profilo
vivrai in me, oltre ogni memoria, nel mio esistere sul filo.