Il sole inonda di luce la terra

Il sole inonda di luce la terra
e nel colore rifrange e rivela
ciò ch’è vita e ciò che è ombra,
nel limine fluido dell’attimo.

Sono pronti a sbocciare gli alberi,
pervasi dall’inganno d’una primavera
autunnale. Mentre sul prato di luce
onde oblique d’erba diffondono concentriche
da un pensiero lanciato ritraendo la mano.

Anche quest’Amore ventoso,
che grida tra le fronde e vola
sopra cieli assolati, sfiorando tetti,
sussurro flebile d’eco che ritorna
diviene tra le trame della tua iride radiosa,

e di noi ancora mi parla,
d’un passato che come un’onda marina
nel ricciolo ritorno di tromba spumosa
brilla e scintilla di fiamme e argento,

mentre il presente s’aggira tra le maglie del tempo,
beffardo fantasma sorridente,
tra aride fratture e germogli appena nati.

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Come una pioggia che torna al cielo

Come una pioggia che torna al cielo
questo tramonto irradia i propri colori,
trame d’un tessuto accennato
che s’intersecano tra le mani e i pensieri.
Non era oggi, non era ieri
il giorno in cui un pianto dimenticato
i nostri cuori ha fatto di nuovo pulsare,
mentre soffiava nel meriggio il vento,
e il mare distante spumeggiava nei nostri occhi.

Come una luce che muove al sole,
il nostro Amore torna senza nubi
pieno e curvo come un cielo agreste,
a vestir i nostri sguardi fino all’orizzonte,
scavando i nostri sorrisi fino al centro
oltre il fuoco e la terra,
a ritrovar quel cielo e la tua pelle
e quella gioia che, come un mare,
spumeggia nei nostri occhi colmi.

Del palpebrare esile d’una farfalla

Del palpebrare esile d’una farfalla
il riverbero tremolante nell’aria immota
del tacito tramonto tiene memoria:
pensiero atono d’un’estate arida.

Dal frusciare delle foglie e dai perlati nembi
le spumigliose boccole s’intrecciano al cielo
mentre lo sguardo giunge al tuo, attraverso un vetro,
di tempo o di spazio, trasparente all’anima.

Fu una pioggia di luce a bagnarmi nei tuoi occhi
dopo l’oscurità piena d’un’inusitata sconoscenza.

Poteva, ora, il sole sopire nella terra,
potevano precipitare, in questa notte, le stelle,
poiché dei tuoi erano colmi i miei occhi
e posto non v’era per altra luce che non fosse la tua –

e fu per sempre.

Se del profumo della sabbia e del sale

Se del profumo della sabbia e del sale
sulle mie labbra ancora sento l’aroma,
delle tue l’essenza brucia e arde,
poiché se anche il sole e il tempo finiranno
allora dimmi perché, dei nostri giorni rimasti,
non viviamo ogni istante come Divino?

Cogliamo ancora i fiori e assaporiamone i colori,
e del volo d’una farfalla l’istante indefinito
colmi lo sguardo e il cuore,
poiché se l’infinto è solo una chimera,
del nostro presente cogliamo l’eterno
in ogni respiro e in ogni bacio.

E’ un viale che curva nel bosco

E’ un viale che curva nel bosco
verso un ignoto che ha sapore di ciliegia
il tuo sorriso raccolto nell’anima.

E’ un cielo estivo che pizzica la pelle
solleticando un pianto grato
quel tuo sguardo cullato nel cuore.

E’ un prato che ondeggia al vento
mentre parole tra i ciottoli scrosciano
il tuo volto che sfiora il mio.

E’ questo turbinante universo che colma
a trovarci baricentro del suo esistere
e del nostro, d’un palmo a palmo
che oltre ogni inverno trova la primavera.