Senti la mia nella tua mano

Cosa sarò domani? Passeggiando
tra filari di nodosi addii,
quando non saprò chi sei, come ti amerò?

Chi sarai domani, quando il cielo
al di qua e al di là dei mari
pioverà l’azzurro sulle tue mani?

Si nasconde l’ombra in me sospesa
tra sipari d’iridescenti albe
che distanti orizzonti hanno creato,
e i tuoi passi in un sussurro d’onda
pian piano vaporeranno ed io li seguirò.

Distogli lo sguardo da un futuro incerto
lontano, senti della tua vita il bocciolo.
Cogli dell’attimo il sapore di prati,
desta quel lembo di sole assopito,
e nei vorticosi girasoli trafuga il sorriso.

Chiudi gli occhi e respira piano,
d’ogni domani solo l’oggi vivremo
l’uno nel tempo dell’altra.
Senti la mia nella tua mano.

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Il crepuscolo affondava all’orizzonte

Il crepuscolo affondava all’orizzonte,
increspando le nubi e arrossendo
una nebbia sottile e pallida
che attendeva assopita su un manto,
allora invisibile, di verde frumento.

Nell’arco a culla del crinale il paese,
addormentato di luci soffuse,
giaceva nella nenia melodiosa agli occhi
che in quell’ultimo barlume di cielo
colmava e rinfrancava, batuffolo di vita

per chi di quelle note ascoltava
l’antico canto, ogni passo eterno
nell’eco mai dimenticato,
ora ricordo, rimasto impresso
sul selciato d’una vita trascorsa.

Così nel silenzio per mano,
panorami di sguardi e lontani
sorrisi, eterei come foschie d’ombre,
erano le nostre anime abbracciate.
Non una domanda, nel cuore solo risposte.

Oggi se esistesse una ragione per esser noi
la cercherei in ciò che tende la fiamma al cielo,
nel fruscio tra le foglie dei rami,
sul petalo che s’arrossa al sole,
in quel paese ch’è tempo e ricordo.

Ma di quella ragione non m’interessa,
poiché come la fiamma senza aria,
come la foglia senza vento,
come un paese senza memoria,
senza di te semplicemente non sono.