Non è il fuoco,
ma ciò che lo nutre.
Lo sguardo nella crepa,
la parola che inciampa,
il silenzio che si tende
come filo di lama tra due mondi.
Poi brucia. Divampa.
E non sai quando.
Non sai dove.
Ma qualcosa cambia.
È mutazione che non lascia testimoni.
È creazione che non chiede consenso,
che inverte il conosciuto
per dedicarsi all’imprevisto.
– Così accade –
Non si mostra.
È presenza che non si esibisce,
vita che non teme la morte
perché ne ha già varcato il confine.
Così scrivo – Così Amo.
C’è una parola che incedia(*) la poesia.
C’è uno sguardo che incedia l’anima.
E tutto si trasforma.
E nulla torna com’era.
(*) Ndr: Incedia – Credo sia un neologismo, comunque diviene per me la fusione tra Incendia e Incedere. E mi piace l’ambiguitià e l’inciampo che crea nella lettura. (anche se è nato per un errore di digitazione, per me resta, non tutti gli errori vengono per nuocere…)