Sfiora il mondo,
senza possederlo.
Dipinge aurore
per un cielo che tace,
poi strappa i veli
per guardare la ferita
del giorno che sanguina luce.
Ama senza ritorno,
brucia sotto la pioggia,
arde anche se privato d’aria,
si nutre di poco,
di ciò che resta.
E se incontra i suoi occhi,
il caos si fa percorso,
l’universo si raccoglie
in una lacrima tra le ciglia.