Forse perché sei l’alba:
un miracolo distratto che disvela
orme che chiedono ritorno.
Una lama di luce
incide la brina,
fa saltare schegge di tempo.
Le poesie scorrono,
tintinnano sul greto
come vetri levigati dalla vita.
Il tuo sguardo è un gorgo di stelle,
una scintilla d’universo
dove la luce inghiotte
malinconie sbeccate,
inverni di luci spente.
Voragine.
Sul soffitto del cielo
il tuo sguardo mi attraversa.
Dalle vene stilla
la parte migliore di me,
e tu passi oltre,
come chi non vede
ciò che cade dalle mani.