Cascate di te

Sei la caduta dell’acqua,
il silenzio che precede ogni parola.
Nel fondo, la gola della terra
inghiotte ogni stella,
come se l’origine avesse ancora fame
di me, del mio nome.

Il tuo sguardo — un lampo verso il cielo —
apre una fenditura nel giorno
e mi consegna alla mia stessa luce.

Tu sei il varco che trema,
la materia che si ricuce
nell’attimo in cui ti riconosco.

Porti il mio respiro nel tuo,
un ritmo che inciampa e riparte,
eco che non vuole spegnersi.

E quando il cielo si incrina
in un rovescio di costellazioni,
sei il morso che crea e divora,
il germoglio che sfida il gelo,
la brace che arde sotto la neve.

Sei la mia forma possibile,
quella che ritorna a me
solo passando attraverso te.