Le parole uccise

Le parole inciampano.
Non sui cadaveri,
ma sul silenzio che li ha lasciati.

Si disperdono,
senza spazio né significato,
come sale che non scioglie
ma brucia.

Sono emozioni
che si infrangono,
fiumi che si seccano
prima di toccare la verità.

Le mie parole restano qui,
raminghe, feroci, non per uccidere,
ma per ricordare ciò che manca.

Si nutrono di poco,
di un’emozione lieve,
che non consola,
ma non tace.

Io sono la fiera

Sono la fiera assetata di luce,
che beve ombre,
e non sa distinguere
il giorno dalla notte.

Sono la birra tiepida
che nessuno ha chiesto,
il silenzio che stride
insinuandosi tra le stoviglie,
tra le scarpe lasciate in disordine,
tra le bollette non pagate.

Sono irrazionale? certo!
Sono la pietra che fa inciampare,
la notte che ti lascia cieco
quando vorresti vedere chiaro.

Eppure, quando mi accogli,
non creo universi —
creo solo un piccolo balcone
dove un geranio fiorisce
senza sapere perché.

Il respiro

Forse è un fruscio che passa
tra le stanze vuote,
lascia impronte di vento
tra pagine piegate sul tavolo.

Ha fame di silenzi,
di mani che si cercano
nell’ombra dei cortili,
di voci che si spengono
come lampade al mattino.

È dissonanza, sì,
una fenditura nel muro,
ma anche memoria:
un canto che ritorna
da lontananze perdute,
la luce che si allarga
tra due lampioni spenti.

E quando lo accetti,
non è universo soltanto:
è il senso che si compie nell’attesa
di un volto che non smette
di tornare.

Bestia d’amore

L’amore è una bestia selvaggia,
ha fame, graffia, morde il silenzio.
Si lacera nell’ombra,
imprevedibile quando la stringi,
pericolosa quando la sfidi.

È contraddizione del pensiero,
voragine che si spalanca
e inghiotte ogni certezza.

Solo allora diventa canto,
una musica che vibra nell’aria,
che non comprendi finché non ti raggiunge
e ti trascina nella sua danza.

Compagno folle,
ti copre gli occhi mentre corri,
ti spegne i fari nella notte.
Non puoi fermarlo.
Puoi solo accettarlo.

E solo in quel momento,
la bestia si dissolve in cosmo:
l’universo s’incrina attorno a te,
ogni cosa acquista senso,
ogni frammento si illumina.

Poeta

Sfiora il mondo,
senza possederlo.

Dipinge aurore
per un cielo che tace,
poi strappa i veli
per guardare la ferita
del giorno che sanguina luce.

Ama senza ritorno,
brucia sotto la pioggia,
arde anche se privato d’aria,
si nutre di poco,
di ciò che resta.

E se incontra i suoi occhi,
il caos si fa percorso,
l’universo si raccoglie
in una lacrima tra le ciglia.