Forse è quel respiro
che ti sveglia all’alba
senza chiedere permesso,
che ti lascia in attesa tra un sì
e un non detto –
la soglia che resta socchiusa.
Forse è questo tempo
che non possiedi,
che ti abita anche se lo ignori.
È la lama affilata,
se cerchi tregua.
È la pelle che accoglie,
se non temi la ferita.
Non ti consola.
Ti interroga.
E tu saprai rispondere?
Che cosa hai fatto
del minuto che bruciava?
Hai scritto, hai amato,
hai chiesto scusa?
Il tempo non è oro.
È voce.
E tu,
sei ancora muta?